Ravvedimento Operoso - Studio Rag.Mauro Lapini

Vai ai contenuti

Menu principale:

Ravvedimento Operoso

InformaUtile > Varie Fiscali
RAVVEDIMENTO OPEROSO

I nuovi presupposti per ravvedersi dal 2015 (tratto da sito confprofessioni)

Preliminarmente deve evidenziarsi che, a differenza del passato, a decorrere dal 2015 cambiano le condizioni di accesso al ravvedimento. È, infatti, previsto che l’istituto, in relazione ai tributi amministrati dall'Agenzia delle Entrate, può essere adottato a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata ovvero che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, delle quali i soggetti interessati abbiano avuto formale conoscenza. In forza delle nuove previsioni rappresentano, invece, cause preclusive le ipotesi in cui sia stato notificato un atto di liquidazione o accertamento relativo agli stessi tributi, comprese le comunicazioni di irregolarità di cui agli articoli 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 settembre 1972, n. 633 e degli esiti del controllo formale di cui all'articolo 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973.
È da notare in particolare che nessuna preclusione ai ravvedimenti è ora prevista dall’avvenuta notifica di un PVC (deve sottolinearsi, però, che il legislatore si è preoccupato anche di eliminare le possibilità di definizione agevolata in relazione a atti). La sola puntualizzazione posta al riguardo, con apposita previsione introdotta sul filo di lana prima della definitiva approvazione al Senato del disegno di legge, concerne una minore riduzione delle sanzioni.
Il concetto appare semplice: nell’ottica della richiamata avanzata collaborazione tra fisco e contribuente, anche nel corso del PVC e nel periodo immediatamente successivo si vuole concedere al contribuente di valutare correttamente i suoi comportamenti, magari ponendoli a confronto con le contestazioni mosse e lasciandogli la più ampia possibilità di sanare le violazioni che egli ritiene siano state giustamente riscontrate dai verificatori.
Le nuove sanzioni da ravvedimento
Ciò posto, a partire dal 2015 sarà possibile procedere al ravvedimento operoso fruendo delle seguenti riduzioni delle sanzioni irrogabili:

NUOVO RAVVEDIMENTO dal 2015
- 1/10 del minimo edittale, in presenza di un omesso o tardivo versamento d'imposta corretto nei 30 giorni successivi al termine di legge ordinario;
- 1/9 del minimo edittale, se la correzione avviene entro i 90 giorni successivi al termine di presentazione della dichiarazione o comunque, in assenza di obbligo dichiarativo, entro 90 giorni dall’omissione o errore;
1/8 del minimo edittale, se il ravvedimento avviene nel termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui l'infrazione è stata commessa (o nel termine di un anno dalla violazione, nel caso in cui non vi sia dichiarazione annuale da presentare). In termini pratici, per gli anni solari, le violazioni di versamento commesse nel 2014 (si pensi ad un pagamento in ritardo del saldo delle imposte del 2013), sono sanabili con la riduzione delle sanzioni ad un ottavo fino al 30 settembre 2015;
1/7 del minimo edittale, se il ravvedimento avviene nel termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello in cui l'infrazione è stata commessa (o nel termine di due anni dalla violazione, nel caso in cui non vi sia dichiarazione annuale da presentare). In termini pratici, sempre con riferimento agli anni solari, le violazioni di versamento commesse nel 2014 sono sanabili con la riduzione delle sanzioni ad un settimo fino al 30 settembre 2016;
1/6 del minimo edittale, se il ravvedimento avviene oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello in cui l'infrazione è stata commessa (o oltre il termine di due anno dalla violazione, nel caso in cui non vi sia dichiarazione annuale da presentare). In termini pratici, per gli anni solari, le violazioni di versamento commesse nel 2014 sono sanabili con la riduzione delle sanzioni ad un sesto dopo il 30 settembre 2016;
1/5 del minimo edittale, se in caso di accessi, ispezioni e verifiche con conseguente consegna del PVC, il ravvedimento avviene dopo la constatazione della violazione. In tale ipotesi, peraltro, non è precluso l’inizio o la prosecuzione delle attività di controllo e accertamento.

Le regole confermate
Poste le predette variazioni normative, è bene specificare che nulla si modifica circa le altre previsioni e/o chiarimenti conosciuti in materia di ravvedimento, restando pertanto fruibili tre ulteriori possibilità:
Il c.d. ravvedimento sprint;
Il ravvedimento “frazionato”;
La correzione “ampia” dei versamenti.
Quanto al ravvedimento “sprint”, senza voler essere troppo tecnici, è sufficiente rimarcare che in caso di versamenti in ritardo la sanzione è irrogata nella misura del 2% giornaliero fino al 14° giorno di ritardo, per poi divenire 30% a decorrere dal 15° giorno. Dunque nelle ipotesi di ravvedimento nei primi 14 giorni, quando trattasi di errori formali, la sanzione ridotta è pari a 0,2% al giorno.
Il ravvedimento frazionato è invece concesso dalla risoluzione n. 67 del 2011, secondo cui in caso di versamento parziale, tale importo si considera ravveduto se sono corrisposti gli interessi e soprattutto le sanzioni commisurate.

RITARDATO PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI DIPENDENTI

Si ricorda inoltre che non esiste modo per ravvedere autonomamente i contributi INPS non versati per i quali arriverà avviso bonario dell’INPS che chiederà di utilizzare non più il codice DM10 in caso di contributi dipendenti, ma il codice RC01. A tal proposito si ricorda che l’errato utilizzo del codice, non permetterà l’abbinamento del pagamento mancante con il rischio di invio di cartella esattoriale sebbene si è provveduto al pagamento. Voglio aggiungere che, viste le ultime tempistiche sballate dell’INPS, conviene attendere la richiesta dell’INPS tramite avviso bonario e pagare con le sanzioni dallo stesso calcolate, senza attivarsi in una regolarizzazione spontanea per non rischiare di vedersi ugualmente recapitare un avviso bonario per mancato abbinamento o addirittura notificare una cartella di pagamento.
L’avviso bonario di norma, viene ancora notificato dall’Istituto di Previdenza alla casella di posta elettronica del Consulente del Lavoro incaricato all’Invio delle denunce mensili per dare al professionista delegato, la possibilità di poterla eventualmente contestare.


 
Cerca
Torna ai contenuti | Torna al menu